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Archive for the ‘Dal Rock alla Musica Cosmica’ Category

Il nove Gennaio 2017 Roma ha accolto “Spirituality” a cuore aperto. Al concerto che Rosario Di Bella e Juri Camisasca hanno eseguito nella magnifica struttura neogotica della Chiesa Episcopale Anglicana di S. Paolo Entro le Mura, ha assistito un grande pubblico che ha sfidato il gelo della sera capitolina ed è rimasto totalmente rapito dalla magia arcana di una performance musicale senza precedenti.

"Spirituality", Roma 9 Gennaio 2017. Foto: Massimo Renzi

“Spirituality”, Roma 9 Gennaio 2017. Foto: Massimo Renzi

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nuclearte

I Nuclearte saliranno sul palco del Main Stage del FIM alle 18 di sabato 10 Settembre 2016. Un evento di grande importaza per il gruppo siciliano e per i loro fans. Perché, per la prima volta, i Nuclearte eseguiranno dal vivo alcuni brani tratti dal nuovo album “Endo”, ancora non in distribuzione discografica nazionale, ma presente sulle maggiori piattaforme digitali internazionali.

Finalmente fuori da una sorta di mito, che il loro non essere presenti sulle scene musicali italiane negli ultimi due anni fosse dovuto a un “buen retiro” sulla costa palermitana durato sin troppo. (altro…)

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Il valore dell’amicizia si ritrova fra persone che mai si sono incontrate, ma che da sempre amano il Rock e il cui cuore ancora sa intenerirsi… Grazie, Marino, per il bellissimo post che mi hai dedicato e che qui pubblico. E grazie ancora a Francesco Coniglio, Direttore di Classic Rock. Maurizio Baiata    

… Ho ritrovato la mia copia dimenticata di CLASSIC ROCK di Marzo e ho cominciato a sfogliarlo… Mi soffermo a leggere la lettera introduttiva in prima pagina. Parla di BLACKSTAR di David Bowie…

Riscopro che è la cronaca d’ascolto, non la recensione, del “testamento” di David scritta da uno storico critico italiano ora “amico ” e condivisore, Maurizio Baiata

La recensione di "Blackstar" di David Bowie apparsa come Editoriale di "Classic Rock (Marzo 2016, n. 40).

La recensione di “Blackstar” di David Bowie apparsa come Editoriale di “Classic Rock (Marzo 2016, n. 40).

Sono cresciuto con CIAO 2001 e GIOVANI, poi con MUZAK e GONG, tutte gloriose riviste musicali dei ‘settanta passando per Rockerilla e Buscadero arrivando a MUSICHE, grande rivista di nicchia di musiche diverse e TEMPIDISPARI, fino alla fanzine di Paolo Carnelli Wonderful Stories…
Leggere di Musica è da quando ascolto e compro dischi è uno dei miei momenti preferiti e ritrovare Maurizio Baiata, dopo averlo letto più di 40 anni fa su CIAO 2001, su CLASSIC ROCK e spero prossimamente su PROG, mi ha dato un brivido antico…

In questa epoca di Web la vecchia carta riserva ancora un certo fascino come tirar fuori un disco in vinile dalla busta e metterlo sul piatto… specie per noi vecchi ma sempre “giovani” appassionati.

Marino Passarella, grande esperto di Rock.

Marino Passarella, grande esperto di Rock.

 

Welcome back Maurizio e, come dice il direttore, bella recensione, di quelle che ti fa venire voglia di sentire il disco se non l’hai ancora fatto…

di Marino Passarella, dalla sua pagina Facebook, 11 Aprile 2016 

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OAK – “VIANDANZE”

recensione di Maurizio Baiata 

L’aver chiuso le frontiere della passione e dell’invenzione in nome della ragione, in questi ultimi anni nella pop music ha assunto proporzioni parossistiche. La ragione ha imposto le definizioni, le classificazioni, categorie e sottocategorie e, per chi abbia superato i cinquanta, entrare in un negozio di dischi oggi e orientarsi grazie a quelle etichette che fanno da marker, da indicatori di direzione, a tratti appare utile, a tratti ci fa assalire dalla sensazione frustrante di esserci svegliati nel secolo sbagliato. Poi invece, ti capita un cd come “Viandanze” e le cose tornano al posto giusto. Sì, non hai bisogno di ansiolitici per districarti, qui ci sono solo menestrelli e cantori, ma elettrificati e battaglieri, e saltimbanchi e pifferai, ma ben accordati, che fanno tutti lo stesso gioco, suonano e cantano per la gioia del nostro spirito. Non da poco, per l’epoca in cui viviamo.

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“Oak” la quercia, simbolo delle radici che affondano in un terreno per restarci e crescere, incarna un gruppo che appartiene a un modo di fare comunicazione acustica e visuale, non Rock come linguaggio, ma come simboli che evocano immagini ed emozioni senza tempo. Simboli che troviamo subito nell’incedere chiaro e pulsante di “Magica Noce”, brano di apertura caratterizzato dal flauto di Jerry Cutillo e dalle voci bianche degli alunni della scuola elementare di Faido, un paese della Svizzera Italiana dove sono stati realizzati i mixaggi, negli studi Sound Avenue di Bellinzona. Come a dire che una tradizione risalente al tempo di danze gioiose che la macabra inquisizione volle trasformare in roghi e tragedie, in realtà era il girotondo e il salterello per trovare il contatto con l’essenza della natura, fra il femminile e il maschile, nel compimento di un’opera alchemica tesa al centro dell’essere, il super essere androgino. (altro…)

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Con la scomparsa di Keith Emerson avvenuta il 10 Marzo scorso, la storia del grande Rock ha perso una delle sue figure più carismatiche. Prima con i Nice, poi con Emerson, Lake & Palmer, gli anni Sessanta e Settanta furono segnati dal suo genio che, oltrepassate le linee di demarcazione fra Jazz, Rock e Classica-Sinfonica, attraverso l’elettronica, l’improvvisazione e le super amplificazioni aveva indicato la strada per la Teoria Unificatrice, per il nuovo mondo che qualcuno anni dopo avrebbe definito propriamente o meno “Progressive Rock”.

 

Keith Emerson articolo Manuel 28:7:74 n. 30Tutto questo ebbe un costo. ELP furono accusati di aver disperso la propria vena creativa, compositiva ed esecutiva in nome della spettacolarizzazione e della mercificazione di se stessi, ridotti a mero “prodotto di consumo”. Anziché unire, ELP stavano dividendo e, rispetto a tale situazione anomala, Emerson, Lake & Palmer, la rock band allora più famosa, finì sotto il tiro incrociato di gran parte della critica mondiale. (altro…)

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