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Archivio per la categoria ‘Le mie Interviste’

Nell’Aprile 2000 l’attore Marco Columbro mi concesse una lunga intervista che fu pubblicata come cover-story sul secondo numero del mensile “Stargate”, uscito nelle edicole nel mese successivo.

L’intervista può essere riprodotta integralmente a condizione che siano indicati i nomi di Marco Columbro e dell’autore.    

“Quella umanità che rimane sulla Terra, che si spera sia stata selezionata in qualche modo -  non si sa da chi e come – farà finalmente rifiorire una civiltà basata su valori interiori e umani reali, dove l’uomo sia veramente libero da dogmi e da religioni, da concezioni puramente di potere”. Marco Columbro

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Maurizio Baiata: Allora, Marco, cosa sono gli UFO? Non crediamo sia importante stabilire se si tratti di macchine, viti e bulloni, ma se dietro ci sia un’intelligenza, un’anima, una spiritualità o un percorso parallelo al nostro. Abbiamo capito che una parte di queste macchine interagisce con l’entità che le pilota.

Marco Columbro: Sono in realtà macchine biologiche e questa secondo me è la cosa più importante da capire. E sotto certi aspetti è la Merkaba esoterica: prima si costruisce l’astronave dentro noi stessi, perché attraverso quella che è in qualche modo un’evoluzione biologica e spirituale di un essere umano si arriva ad essere noi stessi degli strumenti viaggianti. Dopo di che questa tecnologia tu la puoi applicare esteriormente a un oggetto, ma diventa in qualche modo un prolungamento di te stesso. È un modo di pensare le cosiddette astronavi. (more…)

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 “Una domenica mattina, a Roma, sul parco di Villa Paganini arrivò un disco volante. Lo vedemmo perfettamente, mia madre e io…”

Poi altre esperienze di contatto e la vita e la morte, i poteri forti, il papa, i servizi segreti… 

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La foto di Antonello Venditti che scegliemmo per la copertina del primo numero del mensile “Stargate” 

L’intervista che segue fu pubblicata nell’Aprile 2000 dalla rivista mensile “Stargate” da me diretta e alla quale dedicammo la copertina. Molti non l’avranno mai letta, ritengo quindi sia giusto riproporla, per la validità e l’attualià dei suoi contenuti, nella sua versione integrale. 

Antonello Venditti, in questa occasione, decideva di mettere a fuoco – con un vecchio amico giornalista ed ex discografico che con lui aveva lavorato a lungo nei primi anni ’70 – tematiche per lui molto vicine, attraverso domande che quasi mai a un cantautore accade che vengano poste. Ne esce un ritratto  straordinariamente inedito di Antonello, che ringrazio ancora oggi, 12 anni dopo la prima pubblicazione, per questa fantastica occasione che mi concesse. 

La mia amicizia con Antonello Venditti è ripresa da poco tempo. Ci unì la musica, quando Antonello era al suo terzo album, “Le cosa della vita” e io mi occupavo del suo management per i concerti, per conto della casa discografica RCA. Percorrevamo insieme, nella sua Citroen GS, migliaia di chilometri verso serate sempre uguali e sempre diverse. (more…)

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Introduzione

Odiato dagli scettici e dai debunkers e inviso alla classe degli Ufologi di Stato, il medico americano Steven Greer è stato sempre nell’occhio del ciclone, per via del suo impegno ad affermare una nuova Ufologia, fatta di una presa di coscienza radicale contro il sistema politico vigente e a favore delle fonti energetiche alternative. Su tutti i ricercatori che ho conosciuto, Greer è quello che ha ottenuto i risultati più concreti nella lotta al cover-up e nel promuovere il processo di divulgazione pubblica della verità sull’esistenza del fenomeno UFO e della presenza aliena interagente con il nostro pianeta.

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Steven Greer (foto: Paola Harris)

Un impegno che ha avuto come apice la storica conferenza stampa del 9 Maggio 2001, tenutasi presso il National Press Club a Washington DC, che vide la partecipazione di decine di testimoni militari a civili, (more…)

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È strana la vita. Consente mille cose. Trovare amici nuovi che non si sono mai affacciati nel nostro “tempo reale” direttamente, ma che forse ci leggevano, respiravano la stessa aria, sentivano dentro le stesse cose e allora la condivisione non era possibile. Ma lo è adesso. Attraversando il ponte di un social network, tendendoci la mano e sentendo dentro ancora le stesse cose di allora.

Athos Enrile ha voluto intervistarmi. Grande onore, dovrei dire e lo dico.

Questo il link alla cronaca del nostro incontro per ora ancora solo virtuale:

http://athosenrile.blogspot.com/2011/12/maurizio-baiata.html

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A Roma, in una calda serata dell’Aprile 2007 intervistai in video Jesse Marcel Jr., il figlio di quel Maggiore Jesse Marcel che nel 1947 fu fra i militari della base di Roswell, in New Mexico, che si occuparono delle operazioni di recupero dei rottami dell’UFO crash e che, per primo, rivelò al mondo che l’Esercito Americano aveva occultato tutto. Marcel Jr. all’epoca aveva 11 anni e oggi resta un fondamentale testimone dei fatti dell’estate 1947. Marcel, ormai ultrassettantenne, è un medico militare convinto che il senso del dovere non possa prescindere dalle ragioni della Verità.  Marcel Jr. era in visita a Roma su invito della giornalista Paola Harris, come straordinario ospite d’onore del convegno “Roswell 60 anni dopo”. In seguito, ho avuto la fortuna e l’onore di incontrare di nuovo Marcel, con il quale ho visitato il Foster Ranch http://mauriziobaiata.net/2011/11/03/sul-caa-roswell-sul-campo-dei-rottami…-e-l’astronave-jefferson/), ma questa è un’altra storia.

Maurizio Baiata: Dottor Marcel, o meglio Colonnello Marcel, lei avrà rilasciato migliaia di queste interviste…

Jesse Marcel: Sì, più di qualcuna…

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Il col. Jesse Marcel Jr. al Foster Ranch (foto: Maurizio Baiata)

M.B.: Più di qualcuna… approssimativamente quante.

J.M.: Probabilmente più di un centinaio (sistemiamo il microfono). Anzi certamente alcune centinaia, nel corso degli anni.

M.B.: E quali differenze ha riscontrato, nell’impostare le interviste da parte di professionisti esperti UFO e gli altri, come giornalisti tradizionali, gli anchormen televisivi, ad esempio della ABC.

J.S.: Innanzitutto, molti dei giornalisti, come quelli della ABC, erano pronti con un elenco pre organizzato di domande scritte, il più delle volte. Altri invece impostavano le interviste in maniera più discorsiva, ad esempio chiedendo: “Mi dica quello che sa e che pensa di Roswell, cosa ritiene che accadde…”. (more…)

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